| Relitto del piroscafo Santa Lucia - Ventotene |
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| Written by Wreck | |
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Ventotene, è un' isola che dista da Ponza, poche miglia marine. Oggi, è un'isola felice, baciata dal sole, e da un'acqua cristallina come da sempre, è apprezzata dai turisti, non solo laziali, ma provenienti da tutto il mondo, le nostre " Maldive ", l'isola è rimasta praticamente intatta da borghi di pescatori, rinnovati nello spirito, e trasformati in attività ricettive turistiche, con divertimenti di ogni genere senza stravolgere la cultura e l'ambiente. Un vero paradiso per gli amanti della subacquea, dallo snorkelig, ai forzati delle bombole, disponendo di tutti i requisiti necessari per un divertimento sicuro, grazie ai suoi fondali che offrono già a profondità minime spettacoli di colori e luci e ombre. Un sito dove innumerevoli sub ogni anno " visitano " un relitto carico di storia e molto caro agli isolani, il relitto del piroscafo SANTA LUCIA. Cerchiamo di capire la storia del Piroscafo Santa Lucia, che sventolava sul pennone la bandiera con la lettera P, che sta per postale.
STORIA.
Il " Vapore " come veniva chiamato dagli isolani era adibito al trasporto, oltre, a generi di prima necessità, passeggeri, e posta. Il Comandante Cosimo Simeone, ormai conosceva perfettamente la rotta da seguire, , Conosceva, le persone, e quando arrivava nel porto era una festa per tutti, fungeva da cordone ombelicale. Durante la guerra fu requisito dalla Regia Marina Militare, fu cambiata la colorazione da nero e bianco in grigio militare, fu installato a prua un cannoncino e fu assegnato come vedetta antisommergibile, ma tutto sommato quel " Vapore non faceva paura a nessuno , il suo cannoncino, non sparò un solo colpo, quello che era importante , assicurare il servizio. Gli eventi della storia portarono già il 23 luglio 1943, a subire il primo attacco alleato con raffiche di mitragliatrice da aerei, fortunatamente senza conseguenze. Il giorno successivo il 24 luglio, il Capitano, indugiò sulla partenza, la rotta tra Ponza e Ventotene, era diventato un corridoio di aerei militari alleati, decise e partì con qualche ora di ritardo, doveva assicurare il collegamento. Imbarcò circa un centinaio di passeggeri, formati da gruppi di intere famiglie,sposi novelli, e numerosi militari in congedo famigliare, era consentito questo tipo di congedo per aiutare i genitori nei raccolti. Il " Vapore " salpa le ancore e fa rotta su Ventotene, dopo due ore di navigazione è in vista della costa di Ventotene, ma ad un miglio e quattrocento metri, succede la disgrazia,alle 10,08 un gruppo di bombardieri alleati del tipo Beafighter bimotori passa sopra la piccola nave, il Comandante Cosimo Simeone, urlando ordina a TUTTI, equipaggio e passeggeri di andare a nascondesi sotto coperta, forse l'ultimo della formazione, a ancora a disposizione una bomba, la sgancia e.......colpisce al centro la nave, che si spacca in due, ed affonda rapidamente senza che le persone nella nave abbiano il tempo di mettersi in salvo. Tutto è durato non più di sei minuti. Il " Vapore " è scomparso in fondo al mare., portando con se 65 persone e 5 sopravvissuti. Inizialmente il Comandante Cosimo Simeone sembra essere illeso,ma durante il frenetico trasporto verso l'infermeria, muore, la violenta esplosione a devastato l'interno del suo corpo. La gente che si trovava sul molo in attesa di imbarcarsi assiste alla scena senza poter muovere un dito, rimane attonita, scene di disperazione, e si chiede perché un tale accanimento su un piccolo piroscafo innocuo. Si salvarono dalla sciagura soltanto cinque persone (fonti successive rintracciate) Il fatto sconvolse gli abitanti delle isole, che a distanza di anni ancora oggi si commemora il 24 luglio i defunti del "Santa Lucia". Fin qui la cronaca dell'evento.
L'AFFONDAMENTO:
A risolvere il giallo e stato il Tenente di Vascello, Giulio Cargnello, responsabile dell'Archivio Storico del Comando Generale del Corpo delle capitanerie, risolvere il caso. Nei polverosi falconi dell'archivio, veniva gettato il dito accusatorio sul 47° stormo bombardieri, partiti poco prima dalla base alleata di Protville, in Tunisia i quali attaccarono senza apparente giustificazione il piroscafo Santa Lucia. In effetti nel 1943 Il Gran Consiglio del Fascio destituiva dai poteri Benito Mussolini, con destinazione il penitenziario di Ponza. La mattina del 24 luglio 1943, da Ischia partì una telefonata anonima per informare il Comando alleato che alle 10,00 ,Benito Mussolini sarebbe transitato per Ventotene a bordo di una nave. Si trattò chiaramente di una informazione in parte falsa, effettivamente Mussolini, fu portato a Ponza ma soltanto tra la notte del 27 e 28 luglio 1943, cioè tre giorni dopo l'affondamento, ma fu fatale per il " Vapore". Consultando anche gli Archivi Storici Nazionali Inglesi di KEW, risultò come una normale operazione di guerra , volta a fiaccare l'Italia per farla uscire dalla guerra. ( 8 settembre 1943 resa dell'Italia, diventando non Alleato ma nazione Belligerante).
SCHEDA TECNICA :
NOME Santa Lucia TIPO nave passeggeri ANNO di COSTRUZIONE 1912 ANNO DI PERDITA 24 luglio 1943 CANTIERE Cantieri Navali Riuniti - Ancona - NAZIONALITA' Italiana ARMATORE S.P.A.N. Società Partenopea Anonima di Navigazione.
LUNGHEZZA 54,64 m LARGHEZZA 7,92 m ALTEZZA 3,87 m IMMERSIONE 2,80m STAZZA LORDA 452 t STAZZA NETTA 142 t PORTATA LORDA 210 t APPARATO MOTORE 1 macchina a triplice espansione, 2 caldaie cilindriche monofronte a carbone ELICHE 1 VELOCITA' 13 nodi
" Il Vapore"come veniva chiamato dagli isolani
IMMERSIONE : La nave si trova a circa un miglio e mezzo dalla costa a nord ovest di punta Eolo, poggia su un fondale sabbioso ad una profondità minima di 39 metri e massima di 46 metri. Scendiamo lungo la catena della nostra ancora, l'acqua è cristallina, e già intorno ai 15 metri si scorge la sagoma scura del relitto. Osservando lo scafo a prima vista non si notano le classiche sovrastrutture tipiche di una nave, risulta rovesciata e spezzata in due, meglio in tre tronconi, la parte poppiera a 39 metri, scendendo arriviamo nella parte centrale dove il siluro a colpito la fiancata della nave, troviamo soltanto un ammasso di lamiere contorte , oltre a resti sparsi nelle immediate vicinanze, proseguendo troveremo il troncone di prua a 40, 46 metri. La seconda Immersione sub, è normalmente riservata alla penetrazione, sempre con le dovute cautele, dalle fratture esistenti dei tronconi. Bisogna ricordarsi che la visione deve avvenire al contrario, cioè il soffitto in realtà e il pavimento, quindi se osserviamo il pavimento è il soffitto. Troveremo ancora diversi oggetti tra le lamiere, certamente appartenuti ai passeggeri, e vorrei ricordare, di lasciare tutto come si trova senza asportare nulla, in modo tale che altri sub possano vedere, e ricordarsi di avere rispetto nella visita, in fondo è una tomba. Nella parte esterna possiamo osservare la grande elica semiaffondata, ben visibile una pala, le ancore ancora al loro posto negli occhi di cubia. Poco distante dal corpo del relitto si può ammirare la caldaia, " scaraventata " dalla devastazione provocata dal siluro, poiché si trovava proprio nella posizione centrale della nave. La caldaia è stata ritrovata di recente dopo attenta e minuziosa ricerca da parte di sub del posto.
Posizione relitto
Immagini del Santa Lucia Da una ricostruzione basata su una fotografia
Si consiglia una visita al piccolo museo del Santa Lucia a Ponza gestito con vero amore dalla sig.ra Mirella Romano, ( figlia di un Carabiniere perito nel " Vapore "), dove si possono vedere e ammirare, dei reperti interessanti appartenenti alla nave insieme alla sua storia e fotografie.
Particolari del "Vapore"
NOTE: Articolo e considerazioni, tratte da articoli vari, su riviste ,giornali, internet. Le fotografie e il modellino Santa Lucia sono realizzate da Sergio Natali( Wreck)
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Il piroscafo Santa Lucia , era l'unico collegamento tra la terra ferma e le isole dell'arcipelago Pontino, il collegamento era effettuato tre volte la settimana, con partenza da Gaeta, Ponza, Ventotene, Gaeta.
A distanza di sessantacinque anni dall'affondamento del Piroscafo Santa Lucia , si è cercato di fare luce sul giallo che avvolgeva quel fatidico 24 luglio, ed il perché, su un innocente vapore di linea, forse per la colorazione militare?, per il cannoncino Breda montato a Prua?, Niente di tutto questo, una serie di circostanze vere o false, hanno caratterizzato gli eventi









